cronos@exedre.org

questo è il papier-llo di cui parlavamo. Serbalo con grande discrezione.

Vedi un po' quello che puoi fare.

I miei hobby

Una cronologia di attività hobbistiche e non professionali che mi sono trovato a fare in questi ultimi anni risalendo fino ai bei tempi della "piccola" informatica.

(1980) Organizzo tornei di videogames (l'Atari VCS) in vetrina da Moon (negozio di giocattoli). Mi diverto un mondo e verrò ricompensato con una scatola di VII Legio (un gioco di ruolo) e Yom Kippur (un boardgame). Non ho mai posseduto una console di videogames!

(1981) C'è un Osborne One in casa mia che cambia la mia vita (Lee Felsenstein aveva ragione: /è/ la rivoluzione!). Un professore di fisica mi invita alla scoperta, sua e nostra dell'Apple ][ appena acquistato dall'Istituto Tecnico. Il mio Liceo Scientifico è ovviamente troppo snob per abbassarsi ad usare tali malefici apparecchi. Lungo periodo di frustrazione per una macchina il cui unico vero pregio è quello che puoi aprirla per vedere com'è fatta dentro. Si deve usare Visicalc o attendere l'arrivo della ROM del Basic, e allora... dàgli di esadecimale!

(1982) Compro un Commodore 64. Ho finalmente il Basic, ma dopo un po' m'annoia. E l'assembler è lo stesso dell'Apple. Ma qui c'è una mappa di memoria documentatissima. E' fighissimo. Incredibile ma vero ancora oggi ricordo senza grande fatica una decina di locazioni "importanti" della mappa di memoria (197, 1024, 2023, 2040, 2048, 32768, 53247, 61136 e sessantacinquemilacinquecentotrentacinque)

(1984) Con un amico costruiamo una specie di BASIC avanzato. Ha nuove istruzioni BASIC per la grafica e una serie di nuovi comandi interattivi per la gestione dei dischi. E' di gran lunga migliore del Simon's Basic. E se solo avessimo saputo cosa fosse avremmo potuto chiamarlo DOS e farci un sacco di soldi. Lungo periodo di innamoramento per i mostri matematici (il C64 ci mette 3 giorni a fare un frattale - in assembler), per Eliza di Weizenbaum e per la rubrica di Gardner(?!?) su Le Scienze.

(1985) I l primo programma "tutto mio" è MoniTHOR, una sorta di monitor, disassemblatore/assemblatore per C64 (e successivamente cross/assemblatore verso Z80 e 8086), scritto in assembler 6502 che usa l'editor interno del C64 per scrivere direttamente in assembly invece che in Basic patchandolo a dovere. Tu scrivi "LIST" e lui disassembla e mostra la memoria con le locazioni al posto dei numeri di linea e fai l'editng a tutto schermo come il BASIC: magico! Per una serie di circostanze fortunose lo piazzo (sorgente e tutto) ad una azienda americana che sviluppa videogiochi e programmi educational multipiattaforma. Ho perduto le tracce del programma (forse esiste una versione in un disco del 1541 che conservo se non si è smagnetizzato nel frattempo) e dopo qualche tempo anche dell'azienda (sembra acquisita dalla EA?!?). Dopo questo successo abbandono l'informatica e non è l'ultimo anno di liceo ad attrarre la maggior parte delle mie attenzioni. Lungo viaggio a Parigi.

(1987) Migro a Nord. Primo anno di Ingegneria all'Università di Pisa. Ho per le mani solo una HP28 su cui programmare in RPN. Con i colleghi del fan club HP si studiano mezzi rocamboleschi per scambiare dati (l'HP28 non ha porte di input ma solo un led per l'output con la stampante termica e ogni volta bisogna ribattere i programmi necessari e quando la -piccola- memoria è piena cancellarli). Alla fine si fa a fette con il Dremel l'apparecchio e si sostituisce il led con cui trasmette dati alla stampante con un piccolo connettore seriale.

(1988) Sono cosysop di Wolfnet, la prima BBS Fidonet di Pisa e una delle prime in Italia. Mi occupo, dopo lunga gavetta con il "simpatico" sysop nella "pulizia" della BBS interattiva, mi occuperò di tutte le ultime novità, lasceremo Binkley e introdurremo Frodo e dopo un po' passeremo a Unix, prima il Coherent e poi il leggendario Santa Cruz Operation, SCO. Cesare vedeva lungo - soprattutto sulla Calibra lanciata a velocità folle nelle curve sottomonte, meno male. Ugo, il gatto di Cesare, fa costantemente la pipì sulle tastiere. Anche per questo motivo mi occupo dei programmi di colloquio con i "point" (ovvero i sistemi terminali di posta Fidonet) e dei sistemi di amministrazione remota . Abbandono il 300 baud autocostruito -era la prima volta che mettevo mano ad un saldatore con cui in generale non c'è proprio un idillio ancor oggi- e passo a un 2400 - un meraviglioso Uniautomation con uno Z80 e l'eprom aggiornabile. Lo "tirero' " fino a 9600 prima di cambiarlo con un Courier.

(1989) Pubblico un programma per la fattorizzazione dei polinomi per la mia HP (che adesso è diventata un 48SX e non ha bisogno di essere fatta a fette perchè ha la sua seriale) e che ha bisogno di un computer come memoria di massa: e compro Amiga 2000 -e la dipingo di rosa- e passo all'assembler 68000 ma soprattutto al casino di non avere una mappa di memoria fissa ma solo una locazione da big bang: \$4. Con Amiga realizzo anche le eidopitture proittate in alcuni spettacoli teatrali e a notte inoltrata su una TV locale. Partecipo alla realizzazione di un genlock a basso costo per Amiga per una società dell'hinterland napoletano - mi occupo solo della gestione hardware del bus di espansione e del driver in assembler per l'autoconfigurazione. Partecipo ad una Fiera Amiga all'Ergife, mi fregi(an)o di titoli onorifici altisonanti come è d'uso ma che fanno più colpo su barbuti omaccioni che sulle agognate standiste. La cosa migliore della festa (oltre all'indicibile notturno) e' la cena luculliana offerta da Commodore a Trastevere a botta di pajata e coda alla vaccinara. Non sono coinvolto (meno male) nella produzione dell'apparecchio che (si dice ma non so proprio quanto sia vero) diventerà prodotto per il listino ufficiale Amiga. Ambedue i infatti genlock sembra avessero una grande quantità di piccoli difetti simili dovuti alla bassa qualità di realizzazione tra cui una saldatura fatta particolarmente male che metteva a massa quello che non avrebbe mai dovuto andarci.

Esame di Calcolatori: presento come un "esercizio" la progettazione di un microprocessore che "gioca" la guerra dei nuclei COREwars (poichè ho recuperato i disegni originali vale la pena vederli). Quando glielo presento il professor Corsini, presidente del consiglio di corso di laurea e successivamente preside della Facoltà (e mitico detentore dei diritti d'autore sulla frase "Ingegneria deve essere difficile" , da usare come arma di offesa nei confronti dei polli che osavano chiedergli di rendere più facile la vita agli studenti, che so aumentando gli appelli, rilasciando un po' di materiale didattico e così via). Egli con la solita sentita partecipazione agli entusiasmi altrui mi guarda intedetto e poi mi smonta: "Non starà pensando che qualcuno possa perdere tempo a costruire una cosa del genere? Lo ha fatto solo per esercizio, vero?" - non ho il coraggio di dirgli che credevo seriamente che l'industria dei semiconduttori non stesse aspettando altro che il mio progetto. Il microprocessore è acquisito e simulato dalla LSI Logic, non credo che sia mai stato prodotto (ma chi può dirlo: se Motorola hanno prodotto il MIX di Knuth dopo trentanni, prima o poi potrebbe venire ben il tempo produrre il mio, no? Modestamente ;-)

(1990) Inizio a frequentare la Commodore. Mettiamo su un piccolo gruppo per dividere i costi della registrazione come sviluppatori. Ne divento coordinatore e nasce il PISAug (Programmatori Italiani per lo Sviluppo di Amiga). Realizziamo alcuni progetti di sviluppo hardware e software sotto Amiga ( anche con Amiga Unix System V) , non vogliamo "vendere" ma imparare a fare. Siamo tra i primi sviluppatori registrati Commodore. I miei progetti personali riguardano reti e comunicazioni. Sviluppo anche una scheda di rete Token Bus (non Ring) attorno ad un chip Motorola (aargh... non mi ricordo la sigla - ho però ancora il datasheet che gira per casa) riutilizzando in pratica completamente il lavoro fatto per il genlock (da quello che ricordo Zorro III era veramente ben fatto). Ovviamente il mercato andrà verso la "pessima" Ethernet, ma che fa?

(1990) Mi metto in affari con il mio sysop per realizzare software e decido a mollare l'assembler e programmare in C - si deve fare un lavoro "pagato" per il leggendario Boarino (finirò tutto dopo una mezza estate di nottate passate a completare l'interfaccia grafica del programma e dopo aver creato una società - Rekursive Labs- per cui l'INPS di Pisa mi rompe ancora gli zebedei). Ci guadagno giusto giusto i soldi per un viaggio a Norimberga e per il 286 con cui mi faccio la mia BBS: si chiama riverrun_joyce (2:332/607) in omaggio a Finnegan Wake. Inizia così l'annoso litigio con la Telecom che pretende di farmi pagare il canone di utente telegrafico e che non vuole si fischi fuori dalla banda dei filtri che non ha. Io me ne frego. Verrà abolito dopo qualche tempo. La BBS gira prima sull'80286 (in condizioni che non vi dico ma spero di trovare una foto che lo attestino) comprato per sviluppare il programma della Rekursive. Il software è BinkleyTerm, poi passo tutto su AmigaOS prima e successivamente sullo Unix System V della Commodore piantato su ll' Amiga 4000 (e praticamente tutto software GNU) che comprerò dopo qualche tempo . E' un sistema mail-only "chiuso", non accetta utenti interattivi. Un ISP antelitteram con una unica linea (gratuito, però). In sostanza serve al PISAug per le comunicazioni interne e a qualche ricercatore per connettersi in automatico ai suoi sistemi di posta internet. Forse è veramente uno dei primi link uucp->fidonet (e bitnet->fidonet), ma ad uso molto limitato. Ne godono, oltre noi, alcuni ricercatori del CNUCE e dell'INFN.

(1991) Il PISAug e Andrea Salati danno vita alla prima conferenza IPISA (Incontro dei Programmatori Italiani per lo Sviluppo di Amiga) al Planetario di Modena in cui faccio due interventi su la programmazione ad ogetti e il C++. Gli eventi dell'incontro sono la presenza di Unix System V montato su Amiga 3000UX e il rilascio del porting del GNU C sotto Amiga di Davide Pasetto, componente del PISAug, che ci aveva fatto ammattire a debuggare il "mostro": un grande lavoro che fu la base di tutti i nostri sviluppi successivi in C++. Realizzo il Registro degli Operatori del Centro Stampa della Facoltà di Ingegneria, in TeX.

(1992) E' tempo di far funzionare la carta di credito. Ordino dall'America una ventina di CD-Rom assortiti. C'è il CUG, del C User Group, il TUG del TeX User Group, c'è Sprite e la prima raccolta di Standard Internet (RFC). C'è persino un CD con il software di NeXT (che ovviamente mi sbatto sui denti). Due CD di SunSite e anche Yggdrasil con la versione di Linux 0.99. "Oh cos'è 'sto coso qui?". Lungo periodo di studio della bestia sconosciuta. Aspettavamo HURD e invece... Provo ripetutamente ad installare Linux sui '386 di amici e parenti - credo di non aver affrontato nulla di più complicato chei ricondurre a ragione quel Linux. Alla fine -visto che gli ho perduto tutti i dati- devo portarmi via il computer dei miei per cercare di recuperarli. Non lo vedranno più e, dopo ulteriori mesi di sbattimento, sarà la mia prima installazione Linux. [Ho detto mesi. E' così - a quel tempo i modem erano a 9600 massimo e per scaricare un aggiornamento bisognava andare al Centro di Calcolo in via Diotiosalvi - o Dio Ti Salvi - e armarsi di discrete riserve di dischi e, con tanta pazienza, scaricare, scaricare, scaricare, durante le due o tre ore al massimo per cui si riusciva a tenere bloccato un terminale. Si fa presto a fare i mesi, così!]

(1993) Nel frattempo il PISAug diventa il nucleo di Agemo, che è una vera società, coinvolge programmatori da Milano, Modena, Roma, Catania e Pisa, ovviamente. All'interno di Agemo, il PISAug sviluppa A.M.I.C.O. - A Multimedia Interactive Collection of Objects - una liberia interattiva di gestione di oggetti multimediali per realizzare enciclopedie multimediali su Commodore CD-TV. Licenziata come GPL fu il primo guadagno importante del periodo universitario.

(1994) Abbandono riverrun_joyce al mio cosysop che ne diventa sysop e la rinomina Thunderbolt per associarla al nome Thunderbolt Machines della sua piccola azienda individuale. Io ne divento cosysop a mia volta, poche settimane prima del Fidobust . Gli passo pure la linea telefonica e non mi trovo implicato nella retata del tutto casualmente. Lungo periodo di attivismo digitale - su Fidonet e su Agorà Telematica. Scrivo "LE. CI. T I - La lega dei cittadini telematici" e molti interventi su COMMUNITY NETWORK condotta da Bernardo Parrella su Agorà (la BBS del Partito Radicale). Un archivio di COMNET è tenuto su http://www.olografix.org/gubi/estate/archivio/comnet.txt . Finirà che il "pezzo" su Leciti sarà rubato e riportato con diversa attribuzione di paternità da Decoder, un classico. Per i patiti di "No Copyright", è uno scialo, vero?

(1995) Sono eletto nel Consiglio della Facoltà di Ingegneria su "mandato" del Centro Stampa (non partecipo praticamente mai - solo quando sono in discussione le questioni relative al Centro). La lista del Centro Stampa prenderà più voti di tutte le altre messe assieme e avrebbe eletto l'80% dei rappresentanti se non avesse avuto -deliberatamente- due soli candidati. Cerchiamo di non "turbare" l'attività politica ma solo di garantire la sopravvivenza del Centro Stampa che i "politici" tentano ormai deliberatamente di affossare (e ci riusciranno dopo che andrà via l'ultima generazione dei fondatori). L'elezione arriva dopo un lungo lavoro oscuro nella Commissione Biblioteca -organo responsabile in un primo momento del Centro Stampa. E successivamente lungo lavoro in Commissione Paritetica Studenti/Docenti (i Cinque dell'Apocalisse) dedicata sostanzialmente all'analisi dei bilanci dei Dipartimenti e gli Istituti della Facoltà. Storici (e a ricordarli oggi divertenti) gli scazzi con alcuni professori obbligati a renderci conto di come spendevano i finanziamenti pubblici. Prendo parte ai lavori del Consiglio degli Studenti dell'Ateneo sulla realizzazione del Regolemento dello Statuto dell'Università di Pisa. Che però posso frequentare solo episodicamente visto che vengo spedito a fare il servizio civile (illegalmente) a 600 chilometri dalla mia residenza (e relativo scazzo con annessa denuncia al Ministero della Difesa). Inizio il lavoro della tesi e mi trascino per l'Italia un Packard Bell P100, un Presario P133 e un portatile Concerto 486, tutti con Linux.

(1996) Durante il servizio civile sulle ambulanze lavoro alla tesi e alla fine rilascio il progetto software (c2o2 e anaconda) associato alla tesi di laurea sulla reingegnerizzazione di progetti Cobol verso sistemi Object Oriented (UML) come Public Domain, sarà portato avanti dal DSI dell'Università di Firenze ( dove è attualmente disponibile presso il prof. Nesi). La parte più interessante è forse la grammatica lex/yacc del COBOL (non mi sembra ce ne siano molte in giro, eccola). La tesi contiene una lunga appendice con la documentazione in italiano del primissimo rilascio dell'UML di Booch (la v 0.4!). Rumbaugh e Jacobson verranno dopo.

(1997) Presentazione alla 1st Euromicro Working Conference on Software Maintenance and Reengineering, CSMR97 della pubblicazione A. Fantechi, P. Nesi, E. Somma, ``Object Oriented Analysis of COBOL'', Proc. of the 1st Euromicro Working Conference on Software Maintenance and Reengineering, CSMR97, IEEE Press, Berlin, Germany, March 1997. (E' possibile acquistarla su > http://www.compter.org/proceedings/csmr/7892/78920157abs.htm. (Ecco alcuni riferimenti [ 1 , 2 , 3 , 4 , 5 , 6 , 7 , 8 , 9, 10

e il riferimento bibtex: @InProceedings{ fantechi:97, author = {A. Fantechi and Paolo Nesi and E. Somma}, title = {Object-Oriented Analysis of COBOL}, booktitle = csmr1, month = mar, year = {1997}, publisher = ieeecsp, abstract = {The object-oriented paradigm is presently considered the one which best guarantees the investments for renewal. It allows to produce software with high degrees of reusability and maintainability, satisfying in a certain measure also quality characteristics. These features are not obviously automatically guaranteed by the simple adoption of an object-oriented programming language, a process of re-analysis is needed. In this view, several methods for reengineering old applications according to the object-oriented paradigm were defined and proposed. In this paper, a method and tool (C2O2, COBOL to Object-Oriented) for analyzing COBOL applications in order to extract its object-oriented analysis is presented. The tool identifies classes and their relationships by means of a process of understanding and refinement in which COBOL data structures are analyzed, converted in classes, aggregated, and simplified semiautomatically. The algorithm is also capable of detecting data structures which can cause problems passing to the next millennium, as demonstrated with an example.}, class = {Reverse_Engineering, Reverse_Design, Encapsulation_and_Finding_Objects_in_Legacy_Code}, sender = {antonio@ifi.unizh.ch} }

(1997) Ritorno a Pisa e inizio a lavorare nel campo del supporto agli sviluppatori software (e anche su un progetto segreto che non sarà mai realizzato). Escono gli articoli "Il /proc filesystem di Linux" su Login 8 e "SATAN" sul 14.

(1998) Cambio radicalmente lavoro. Lascio Pisa e mi trasferisco a L'Aquila. A Novembre poi mi stabilirò a Roma, dove sono tuttora. Finirò per collaborare con l'odiata Telecom. Sono coinvolto (quasi controvoglia) in un corso di post-diploma in una scuola di provincia del Sud. Preparo una settimana di corso sulla "progettazione informatica", che sarebbe stata hard anche per hacker incalliti. Ci divertiamo un mondo nell'aula informatica superattrezzata e trattiamo con grande libertà di argomenti incredibili attraverso simulatori e compilatori (macchine di turing, il mix di Knuth, assembler a 8 bit, ma anche realizzazione di reti locali, e realizzazione di siti html). Si discute sull'importanza "sociale" degli strumenti informatici. Rimango colpito da alcune strane considerazioni sulla natura dei computer come strumento di libertà. (E' una scuola diversa da quello che ho fatto io, evidentemente - e meno male!)

(1999) Inizio quindi (non casualmente cioè) la collaborazione con Edizioni Master. Spedisco un nutrito gruppo di articoli che avrebbero dovuto essere pubblicati nel successivo semestre di ioProgrammo. Invece si trasformano nel numero 0 di Open Source & Linux Magazine (per motivi di marketing perderà subito la parte "Open Source &" sebbene noi continuiamo a ragionarci sopra ancora in questi termini) e sarà presentato allo SMAU del '99. Da quel momento Linux Magazine esce come allegato di Go!Online la testata su Internet, qualche volta allegato ad ioProgrammo, la testata di programmazione. Iniziano lunghissime email e scambi di idee con Jaco che dall'interno dell'editore cura la realizzazione del prodotto. Un gran bel periodo di brainstorming. Anche con poche decine di pagine bimestrali la fisionomia della rivista è chiara: linux desktop consumer comunità. Coinvolgo Bernardo Parrella che scrive interessanti "controeditoriali". C'è un solo problema: mancano gli autori e un linguaggio adatto a raccontare le cose.

E' veramente molto difficile realizzare Linux Magazine. Bisogna essere sufficientemente precisi, per non attirarsi le critiche dei tecnici brontoloni (che sono sempre pronti a crocifiggerti se non sei super-preciso), e allo stesso tempo bisogna semplificare le cose fino a banalizzarle. Viste le risorse abbandoniamo subito la prima velleità. I brontoloni brontoleranno, pazienza, e noi con il tempo cercheremo di far meglio. Coinvolgo tre colleghi (Francesco, Marco e Marcello). Si inizia a fare un gran bel lavoro assieme. C'è anche la fondazione informale di LMUG, lo user group di supporto a Linux Magazine di cui scherzosamente assumo la carica di Gran Mogol. In verità l'unica attività di LMUG è organizzare cene pantagrueliche nei locali del Testaccio, a Trastevere e ultimamente a San Lorenzo. Si gestisce anche una mailing-list (che ormai ha quattro anni di storia) che il mezzo di coordinamento principale, oltre le cene-redazionali-riunioni-del-LMUG. E tutto questo nel tempo libero! Tentiamo di rintuzzare gli attacchi dell'editore che vuole aumentare la periodicità . Ci riuscirà solo nel Marzo del 2002.

(2000) Estirpo Windows dal mio computer, tanto per vedere come mi trovo: benissimo! Vado in part-time per un corso di specializzazione post-laurea sulle telecomunicazioni. Devo frequentare per sei mesi e poi fare dieci esami. Insomma inizio a capire qualcosa sui telefoni. Scrivo una gran quantità di articoli su Linux. Coinvolgo Andrea, collega di corso, in Linux Magazine. Divento papà e cambio lavoro. Allo SMAU la BSA lancia una campagna di criminalizzazione contro la copia del software. Credo di essermi proprio arrabbiato. Scrivo un esposto all'Autority che ha compentenze sulla pubblicità ingannevole. Verrà respinto per "manifesta infondatezza". Scrivo un (diverso) esposto all'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. L'istituto affronta il problema e assegna un avvocato alla questione. Farà un lavoro eccellente e riuscirà a far condannare la BSA e Mediaset. Pur interessate direttamente della questione nessuna associazione -nel campo del software libero (come Assoli) o dei diritti digitali (come Alcei)- ha ritenuto di sostenere la denuncia. Lo spot verrà condannato come pubblicità ingannevole e per lo sfruttamento della credulità e della paura. Il Giurì non può, come avrebbe potuto l'Authority, comminare alcuna forma di risarcimento del danno. Risultato è che mentre nel pubblico degli addetti ai lavori ha avuto molto maggiore risalto la mia denuncia (pubblicata su PuntoInformatico, ZeusNews, MyTech, e qui qui e qui). Il pubblico televisivo ha continuato a *dover* pensare che "copiare software è reato". Aumentano i collaboratori di Linux Magazine e la rivista diventa bimestrale. Mi ritiro dalla gestione diretta del prodotto e lascio fare a chi lo sa far meglio. Mi viene riservato l'editoriale che verranno distribuiti con licenza pubblica (o FDL a scelta).

(2001) Una volta finita, arrivano le adesioni alla campagna sulla BSA, l'Associazione Software Libero e le attuali campagne anti-"pirateria", il sito di Alcei non ne fa menzione ma il suo presidente Andrea Monti la cita (senza riportare le fonti come correttezza impone) qui qui e qui. Scrivo un piccolo divertimento filosofico letterario: "L'antipirateria dice: la proprietà privata è un furto". (Viene pubblicato su PuntoInformatico, ZeusNews e ha una vasta circolazione nelle mailing list). Del tutto casualmente dopo qualche giorno Claudio Magris sulla prima del Corriere della Sera, in un articolo sul diritto d'autore -ovviamente allineato agli interessi dei grandi editori- cita ?!? che parafrasa Prouhdhon. Giovanni D'Ammassa, animatore del sito Dirittodautore.it mi risponde per le rime. Dopo qualche anno curerà una rubrica dove criticherà ... per gli stessi motivi miei, riportando con grande correttezza anche la "vecchia" notizia della (e persino citandomi! Grazie Giovanni). Giovanni D'Ammassa "La copia del software e i sistemi di protezione" PC Magazine Febbraio 1993 VNU business publications.

(2002) Nell'estate 2002, dopo una fallimentare stagione di spot sempre più edulcorati per evitare nuovi viene estromesso la faccia cattiva della BSA, il presidente Paolo Ardemagni sarà sostituito da Yolanda Rios, amministratore di Autodesk Italia. Le invio i miei auguri con una "Lettera Aperta al presidente BSA ", pubblicata su . Lei risponde così. Linux Magazine diventa mensile.

(2003) Arriva Bill Gates in Italia. Il mio articolo "" viene pubblicato su ZeusNews e Vita.it. Critico la manifestazione apocalittica dei pinguini inframmezzati ai no-global o disobbedienti che si profila con (dalla mailing list di FSF "Ci sarà solo (forse) una piccola masnada di cretini vestiti da pinguini a ricordarci della superiorità animale dove almeno non esistono pinguini vestiti da cretini.") e scrivo un editoriale ("") molto polemico. Poi la manifestazione si smonta, e finirà per diventare quella di un piccolo gruppo che supporta le idee delle principali associazioni del software libero. Cioè perfetta! Per l'occasione metto su il mio sito ( www.exedre.org).

...e adesso? Partecipo alla mailing list "Italy" della Free Software Foundation Europe, continuo a scrivere articoli che sono rilasciati pubblicamente, qualche volta sono invitato -e più spesso no- in convegni e dibattiti, leggo molti degli articoli che saranno pubblicati su Linux Magazine e, ogni tanto, mi riposo. Molte delle cose più "fresche" possono essere reperite sul mio nuovo sito ( www.exedre.org ) ).

Per avere un mio curriculum professionale è necessario (ma non sufficiente) scrivermi personalmente indicando il motivo specifico della richiesta, e tutte le informazioni ideali per convincermi a spedirvelo, specificando inoltre con grande precisione l'uso che si intende fare delle informazioni ricevute. E non vi aspettate che ve lo spedisca!